29 Luglio 2009
E' facile amare Parigi...?(ri)Leggevo l'indetikit Michele (link: la mia vita fuori dal mondo) ha fatto di se stesso sul suo blogspot illo tempore e ora traslato chissà in quale altro scomparto dell'etere. Ho provato invidia, perché le sue passioni sono fortemente sentite e sono rivolte quasi sempre a territori poco frequentati dell'esistenza. Il trovar piacere nello scoprirsi a prendere un treno all'alba nella fredda Danimarca, avere la costanza di documentare tutto nel cuore attraverso l'obbiettivo della fotocamera, sentirsi libero da legami col mondo generico e in simbiosi col momento preciso che si sta vivendo...tutto questo io glielo invidio. Sarà perché l'ansia del distacco in quest'ora si fa più pressante. Quello che non vorrei è trovarmi a riflettere sull'inutilità delle giornate ("que tout le temps perdu, ne se rattrappe plus...") e ad essere percorso dalla sensazione nauseabonda di non aver vissuto un singolo istante, la sera quando si torna a casa. 01 Giugno 2009
Aux copains qui reviennentPresupponendo che tu arrivi a Gare du Nord. Prendi di filato la 2 fino a Charles de Gaulle étoile, esci e saluta l'arco di trionfo come un vecchio amico che non vedi da tanto tempo. Altra ipotesi: te ne sbatti e, non appena arrive a Etoile, infili i corridoi che ti portano alla
MERAVIGLIOSA linea 6 che ti condurrà fino alla Nostra Tour Eiffel (è
lei la prima donna altro che arco di trionfo, di certo è molto più
permalosa, non andare a salutarla equivarebbe a inimicarsela per
sempre). Di lì se avete (suppongo che sarai con Jan anche perché sennò
a cosa potrebbe risultarti utile il mio aiuto visto che conosci codesta
città a menadito anche tu?) perseveranza e il tempo ve lo consente
zigzagate la senna sino a Iéna attraversate l'omonimo ponte e gustavi
il Musée du Quai Branly (da fuori ovviamente: la visita ai musei è
fortemente sconsigliata, non avete abbastanza tempo e poi DUPALLE!!!) e
se siete davvero stacanovisti arrivate al ponte Alexandre III così da
prendere con una sola FAVA sia Les Invalides che il Grand Palais
dall'altra parte della senna. Usurati dalla camminata avete due
opzioni: a) i giardini di fronte aux Invalides, carini ma niente di
eccezionale; b) le più suggestive Tuileries che sono a un tiro di
schioppo. Rinvigoriti dalla pausa bucolica vi avvierete verso il vostro
pranzo a Parigi (ah dimenticavo: nel caso un cui piovesse e le
Tuileries si fossero trasformate nel proverbiale pantano prendere la
linea 13 a Invalides in direzione Chatillon, scendete a Duroc,
gesticolate come se aveste una chitarra in mano non appena scendete dal
vagone, prendete la linea 10 in direzione Austerlitz e fermativi a
Mabillon dove vi potrete sedere e riposarvi in uno degli innumerevoli
bistrot che affollano la zona; se non riuscite a resistere al fascino
della letteratura d'antun potrete accasciarvi al Flore ou aux Deux
Magots, non economici ma certamente d'effetto), anche qui tre opzioni:
a) se siete ancora aux Tuileries, in Place Colette dove risiede al
Comédie Française c'è uno splendido Bistrot che si chiama "Le
Nemour(s)" sotto i portici, meraviglioso, barocco, clientela
internazionale, non necessariamente da turisti, io direi più da
parigini benestanti, vale la pena solo per le stampe degli spettacoli
teatrali affissi alle pareti; b) se vi siete recati ne quartiere
latino, nell'impasse che va du carrefour de l'Odéon à la Rue
Saint-André des arts c'è un bistrot liberty, completamente art déco; la
tartare è ottima ma si possono mangiare anche dei dozzinali hamburgers
(che al tedesco magari piaceranno di più, ops. No in Germania mangiano
Wusrtel und Kartoffeln) che non vi sembreranno più così dozzinali
perché vi trovate in un luogo che dir magico è dir poco; c) Un posto
fuori mano ma molto carino e chic (per una volta datti alla bella vita
parigina invece di elemosinare pranzi pulciosi a base di Kebab e
Crepes...essù!) si trova nella Gelerie Vivienne, fermata Bourse, è
quello sito nel couloir principale non quello all'esterno che è davvero
caro e frequentato solo da bancari (ci starebbe bene Paul infatti!!).
Purtoppo di quest'ultimo non mi ricordo il nome ma non ti puoi
sbagliare lo stesso, e poi la Galerie è molto bella. Rifocillati
uscirete da Bourse e andrete sui Grands Boulevards a fare un po' di
lèche-vitrines. Percorrerete i passages, e poi un grosso dilemma si vi
si porrà d'innanzi: a) andremo a destra verso Opéra per goderci un po'
di mondanità consumistica da Printemps o Lafayette (che sotto Natale
sono un vero spettacolo specialemente i primi con le vetrine in
movimento)? b) adremo verso sinistra (into the cutte) un po'
all'avventura, arriveremo alla Porte de Saint Denis e scenderemo verso
Les Halles nel cuore geografico di Parigi? Se fosse una bella giornata
io direi nessuna delle due: prendete la linea 3 direzione
Gallieni;smontate a République. Se volete potete persino scendere
Boulevard Beaumarchais a piedi verso la Senna, se siete pigri (e temo
di sì visto che avete camminato tutta la mattina) allora la linea 8 vi
offre un'interessante e comoda alternativa; affidatevi a lei in
direzione Créteil raggiungete Bastille; qui inizia il Marais, stupendo
ma anche zona in cui abita il mio rivale in amore (potreste anche farmi
il piacere di piazzare un bomba alla stazione Filles du Calvaires?
Grazie); inoltratevi nel quartiere, giratevi attorno; assaggiate i
docetti nelle pasticcerire ebraiche in Rue des Rosiers; dirigete i
vostri passi in Rue des francs-tiroirs e risalitela fino a Place des
Vosges; respirate l'aria che respirava Victor Hugo, nonché Mme de Stael
e Manuela Parillo, celeberrime scrittrici; Place des Vosges vi sia di
conforto, potete anche passarvi l'intero pomeriggio (io lo farei) a
fumare e rilassarvi sull'erba o a uno dei café agli angoli (sono ottimi
tutti e due). L'aperitivo è rigorosamente nel Marais, la Rue Vieille du
Temple vi sedurrà con le sue proposte in questo senso. E' arrivata
l'ora di cena e vi dovete riappropinquare verso l'odiosa Gare du Nord
(lo so che non vorreste andarvene) La linea 8 fa ancora al caso vostro,
prendetela a Bastille ( non vi sconsiglio di prenderla a Filles du
Calvaires, ci sono spesso terroristi attentatori da quelle parti)
stavolta in direzione Balard; percorretela fino a Madeleine dopo di che
la smeraldina linea 12 vi farà da tappeto volante (mica tanto,
dopotutto siamo sempre sottoterra...ma che sottoterra!!!!), andrete in
direzione Porte de la Chappelle e vi arresterete a Pigalle. Ora ultimo
ma non meno importante ventaglio di opzioni: a) Salite a Montmartre se
avete tempo a vedere il Sacré Coeur illuminato e a salutare Parigi
dall'alto dicendole: "Arrivederci amore ciao", vi mangate una Crepe au
Nutella perché la giornata è stata dispendiosa e poi è tardi dovete
prendere il treno; b) ve ne sbattete del Sacré Coeur, girate a destra
subito dopo l'uscita del Métro, andate verso Barbès (ancora into the
cutte) e vi fermate a mangiare à la "Marmitte" dove scelgliete una
delle insalate del menu (per dieci-quindici euro ciascuna) e vi gustate
il passaggio (o meglio lo struscio) della gente e dei Grulli che ci
sono in giro da quelle parti; c) ve ne sbattete del Sacré Coeur e
recate visita alla Cami che starà facendo la cameriera in Rue Troudaine
(dietro lo Champion) la salutate, la prendete un po' per il culo
facendo battutacce sul suo décolté un po' avvizzito, la congedate
pregandola di non fare troppi danni da lì alla fine dell'anno (anno
nuovo vita nuova e farà un po' quello che cazzo pare a lei!!), ma NON
VI FERMATE A MANGIARE AL RISTORNATE(!!!) che si chiama la Pizzetta /
Salumeria: a) perché la cucina italiana a Parigi assolutamente no; b)
perché è caro gli occhi (visto che vi siete fatti una modica insalata
di pollo a 15 euro in quel di Bourse all'ora di pranzo); c) Avere Cami
a farvi da cameriera e significa segliere la pillola rossa (vedi
Matrix) mentre voi volevate mangiare solo un piatto di pasta e non ci
tenevate a vedere l'altra dimensione!!!; indi per cui vi rimettete alla
volontà della strada, in cui c'è tutto quello che potete desiderare:
dai sexy shop al quick, agli Hapu(s) che vendono vino scadente a prezzi
esorbitanti, ai locali dove si suona musica dal vivo secondo il tema
della serata come al Divan du Monde (proprio accanto alla "Marmitte"
dove sarete costretti a rifugiarvi dopo i camilleschi incontri e
soprattutto perché è di gran lunga il posto migliore che ci sia per
magiare da quelle parti). Giunge il triste momento della partenza: la
linea 2 verso Nation, poi da Barbès (e ora sì che siete davvero nel
CUTTE!!!) la linea 4 verso Porte d'Orléan che vi conduce belli e
soddisfatti a Gare du Nord.
Salutami la mia città budè, divertiti e torna presto qui che ci machi un saluto a jan nell'eventualità che venga con te (anche perché: che cazzo ho parlato a fare al plurale finora???) un bacio grande Lore
05 Maggio 2009
Quadri per un'esposizione (parte VI, pour Edouard)John Everett Millais "Ophelia" Sur le grand bassin du château de l'idole,
Un grand cygne noir portant rubis au col, Dessinait sur l'eau de folles arabesques, Les gargouilles pleuraient de leurs rires grotesques, Un Apollon solaire de porphyre et d'ébène, Attendait Pygmalion, assis au pied d'un chêne, Je me souviens de vous, Et de vos yeux de jade, Là-bas, à Marienbad, Là-bas, à Marienbad, Mais où donc êtes-vous ? Où sont vos yeux de jade, Si loin de Marienbad, Si loin de Marienbad, Je portais, en ces temps, l'étole d'engoulevent, Qui chantait au soleil et dansaient dans les temps, Vous aviez les allures d'un dieu de lune inca, En ces fièvres, en ces lieux, en ces époques-là, Et moi, pauvre vestale, au vent de vos envies, Au cœur de vos dédales, je n'étais qu'Ophélie, Je me souviens de vous, Du temps de ces aubades, Là-bas, à Marienbad, Là-bas, à Marienbad, Mais où donc êtes-vous ? Vous chantez vos aubades, Si loin de Marienbad, Bien loin de Marienbad, C'était un grand château, au parc lourd et sombre, Tout propice aux esprits qui habitent les ombres, Et les sorciers, je crois, y battaient leur sabbat, Quels curieux sacrifices, en ces temps-là, J'étais un peu sauvage, tu me voulais câline, J'étais un peu sorcière, tu voulais Mélusine, Je me souviens de toi De tes soupirs malades, Là-bas, à Marienbad, A Marienbad, Mais où donc êtes-vous ? Où sont vos yeux de jade, Si loin de Marienbad, Bien loin de Marienbad, Mais si vous m'appeliez, un de ces temps prochains, Pour parler un instant aux croix de nos chemins, J'ai changé, sachez-le, mais je suis comme avant, Comme me font, me laissent, et me défont les temps, J'ai gardé près de moi l'étole d'engoulevent, Les grands gants de soie noire et l'anneau de diamant, Je serai à votre heure, Au grand château de jade, Au cœur de vos dédales, Là-bas à Marienbad, Nous danserons encore Dans ces folles parades, L'œil dans tes yeux de jade, Là-bas, à Marienbad, Avec tes yeux de jade, Nous danserons encore, Là-bas, à Marienbad, Là-bas, à Marienbad, Mais me reviendras-tu ? Au grand château de jade, A Marienbad...
14 Gennaio 2009
Quadri per un'esposizione (parte V per il sottoscritto)Henri Matisse "Icarus" Then as it was, then again it will be
An' though the course may change sometimes Rivers always reach the sea Blind stars of fortune, each have several rays On the wings of maybe, down in birds of prey Kind of makes me feel sometimes, didn't have to grow But as the eagle leaves the nest, it's got so far to go Changes fill my time, baby, that's alright with me In the midst I think of you, and how it used to be Did you ever really need somebody, And really need 'em bad Did you ever really want somebody, The best love you ever had Do you ever remember me, baby, did it feel so good 'Cause it was just the first time, And you knew you would Through the eyes an' I sparkle, Senses growing keen Taste your love along the way, See your feathers preen Kind of makes makes me feel sometimes, Didn't have to grow We are eagles of one nest, The nest is in our soul Vixen in my dreams, with great surprise to me Never thought I'd see your face the way it used to be Oh darlin', oh darlin' I'm never gonna leave you. I never gonna leave Holdin' on, ten years gone Ten years gone, holdin' on, ten years gone Led Zeppelin "Ten years gone" (from the album "Physical Graffiti") 13 Gennaio 2009
Quadri per un'esposizione (parte IV in memoria di Fabrizio de André)Lucas Cranach "Judith"
Un uomo onesto, un uomo probo
tralalalallatralallalero s'innamorò perdutamente d'una che non lo amava niente. Gli disse "Portami domani" tralalalallatralallalero gli disse "portami domani il cuore di tua madre per i miei cani". Lui dalla madre andò e l'uccise tralalalallatralallalero dal petto il cuore le strappò e dal suo amore ritornò. Non era il cuore non era il cuore tralalalallatralallalero non le bastava quell'orrore voleva un'altra prova del suo cieco amore. Gli disse "Amor, se mi vuoi bene" tralalalallatralallalero gli disse "Amor se mi vuoi bene tagliati dei polsi le quattro vene". le vene ai polsi lui si tagliò tralalalallatralallalero e come il sangue ne sgorgò correndo come un pazzo da lei tornò. Gli disse lei ridendo forte tralalalallatralallalero gli disse lei ridendo forte "L'ultima tua prova sarà la morte". E mentre il sangue lento usciva e ormai cambiava il suo colore la vanità fredda gioiva un uomo s'era ucciso per il suo amore. Fuori soffiava dolce il vento tralalalallatralallalero ma lei fu presa da sgomento quando lo vide morir contento. Morir contento e innamorato quando a lei niente era restato non il suo amore, non il suo bene ma solo il sangue secco delle sue vene.
09 Gennaio 2009
Quadri per un'esposizione (parte III)John William Waterhouse: "The lady of Shalott" [I. She has a sad lovely face]
Slowly she moves through the willows Silent she reaches for the boat She has a sad lovely face She is the Lady of Shalott Sail on When the mirror is cracking and the white mist surrounds her All things must go, all things must go A new journey's beginning to a new way of being but All things must go, all things must go She will walk in the sunlight and be free from her burden and All things must go, all things must go But it's time to set sails in a mystical journey when all things must go [II. The portal of infinity...] The Queen of Light appears High on the distant shore And as I breathe my very last second She parts the darkness with her hand The spiral passage of Time is moving Silent through the galaxy And she who controls all our destinies In her hands she holds the spirits of kings If I could do it all over again I guess I would do it just the same All life is formed and re-formed again I finally found my Holy Grail, reaching the [chorus] Portal of Infinity, open wide to let my spirit in Portal of Infinity, take me back to where all life begins Never to look back, never to feel pain again Forever to live Never to look back, never to feel pain again Forever free I've finally find my way back home - Infinity I've finally find my way back home - Eternity I've finally find my way back home - Infinity I've finally find my way back home, re-united with myself [III. ...and Beyond] Portal of Infinity, open wide to let my spirit in Portal of Infinity, take me back to where all life begins Portal of Infinity, now I know what I find on the other side Portal of Infinity, by this blinding light a new legend is born Never to look back, never to feel pain again, Forever to live Never to look back, never to feel pain again Forever free I've finally find my way back home - Infinity I've finally find my way back home - Eternity I've finally find my way back home - Infinity I've finally find my way back home, re-united with myself
Quadri per un'esposizione (parte II)Jean Honoré Fragonard: "Le Verrou" Cuánto ha de esperar
para al fin poder hallar la otra mitad de mí que me acompañe a vivir. Nadé tiempo en un mar de apariencia, y ahogué el amor. No sé puede ocultar el perfume de una flor. Cuánto me cuesta sobrevivir, cuánto sonreír sin poder quitarme el antifaz que me disfraza de normal. Y volveré a buscarte allí hasta donde estés, tan sólo quiero amarte y poder tener alguien en que apoyarme alguien en quien volcar todo el amor que cercenó el qué dirán ... No más miedo a entregar mis labios sin antes mirar, no más miedo a acariciar nuestros cuerpos y soñar. A la mierda con el armario y el diván y si hay que luchar, luchar es educar, que en asuntos del corazón no hay regla de dos. Que somos distintos, somos iguales no más guetos, alza la voz. Y volveré a buscarte allí hasta donde estés... Y cuando llegue el final el otoño de nuestro amor yo te esperaré. Mientras, vive y lucha por tener derecho a elegir con qué cabeza tu almohada compartir. Orgulloso de ser quien eres y no como deberías ser. Cuanto me cuesta sobrevivir
Quadri per un'esposizione (parte I)Henri Rousseau (le Douanier): "La guerre ou la chévauchée de la discorde" (1984)
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Lying awake at night I wipe the sweat from my brow
But it’s not the fear, ‘cos I’d rather go now Trying to visualise the horrors that will lay ahead The desert sand mound a burial ground When it comes to the time Are we partners in crime? When it comes to the time We’ll be ready to die God let us go now and finish what’s to be done Thy Kingdom Come Thy shall be done.. on earth Trying to justify to ourselves the reasons to go Should we live and let live Forget or forgive But how can we let them go on this way? The reign of terror corruption must end And we know deep down there’s no other way No trust, no reasoning, no more to say. Afraid to shoot strangers Afraid to shoot strangers
Iron Maiden: "Afraid to shoot strangers" (From the album "Fear of the dark" 1992) 08 Gennaio 2009
Mi mancaLa mia città 30 Settembre 2008
La dernière nuit de ParisPiove. Le lacrime di Parigi per il figliol prodigo che parte, ancora. Le lacrime di Parigi per amori sbocciati e non conclusi, senza tempo. Le lacrime di Parigi...le lacrime di Parigi che non sa aspettare, che vuole tutto e subito, ingorda e innamorata, persa negli occhi dell'amato che è costretta a abbandonare ancora una volta, ancora una volta. Le lacrime di Parigi acrimoniose stalattiti che perforano l'asfalto di Gare Saint-Lazare e il mio cuore, contemporaneamente. Le lacrime di Parigi perplessa, dov'è la tua follia? Resta, resta ti dico...ma forse è meglio così. La gente non ha avuto le mie fortune, la gente si trascina per lo più colma di vuotezza, prosciugata dei sentimenti, dei momenti dell'essere...arriverderci amore ciao 11 Agosto 2008
Pensieri...
Col tempo sai Col tempo tutto se ne va Non ricordi più il viso Non ricordi la voce Quando il cuore ormai tace A che serve cercare Ti lasci andare e forse è meglio così Col tempo sai Col tempo tutto se ne va L'altro che adoravi Che cervavi nel buio L'altro che indovinavi in un batter di ciglia Tra le frase e le righe il fondo di tinta di promesse agghindate Per uscire a ballare Col tempo sai tutto scompare Col tempo sai, col tempo tutto se ne va Ogni cosa appasisce Io mi scopro a frugare In vetrine di morte Quando il sabato sera la tenerezza rimane senza compagnia Col tempo sai Col tempo tutto se ne va L'altro a cui tu credevi anche a un colpo di tosse L'atro che ricoprivi di gioielli e di vento Ed avresti impegnato anche l'anima al monte A cui ti trascinavi alla pari di un cane Col tempo sai, tutto va bene Col tempo sai, col tempo tutto se ne va Non ricordi più il fuoco, non ricordi le voci Della gente da poco e il loro sussurare Non ritardare, copriti col freddo che fa Col tempo sai Col tempo tutto se ne va e ti senti il biancore di un cavallo sfiancato In un letto straniero ti senti gelato Solitario ma infondo In pace col mondo E ti senti tradito dagli anni perduti Col tempo sai Allora tu non ami più Dalida "Col Tempo" 30 Luglio 2008
Io non ti vogliomaledetto tempio di città, mi sei già costata lividi e fasi infinite di cupa emicrania. Non ti voglio, eppure senza di te io non so stare. Quale paura, in realtà, mi affligge? 21 Luglio 2008
Relationship statusIN A RELATIONSHIP WITH MARTIN D. 13 Maggio 2008
Piano...piano, dolce Carlotta.Ripenso alle fotocopie in bianco e nero che tappezzano la parete nord della mia stanza. C'è il bianco, c'è il nero appunto, poi solo qualche scaglia di rosso nei manifesti, ai bordi delle cartoline, su quei pochi disegni civili che risalgono al periodo delle scuole medie. Oltre a questo non ci sono altre tinte su quei muri. Ripenso ai film che mi emozionano sempre (e chi mi conosce sa quanto io sia devoto al cinema) quando mi capita di rivederli o intenzionalmente vedo, la domenica mattina specialmente; è il mio "andare a messa" se così si vuol dire. I miei miti tra cui spicca, più in alto di tutti Miss Hepburn, il suo carisma, la sua raggiante capacità di bucare lo schermo, il suo anticonformismo e sul set e nella vita privata, lei, "la donna dell'anno", che ha giocato il ruolo dell'amante per tutta la vita e che ha vissuto per se stessa e se stessa soltanto fino alla fine, senza bisogno di mettere al mondo creature mortali, che non avrebbero (sicuramente) retto il confronto con la loro genitrice. Poi arriva il resto, costellazioni illustri, mazzi di attori e attrici sempre ammantati da quella coltre desueta e sensuale che è il "bianco e nero", l'unica condizione di luce plausibile per il cinema, come affermerebbe uno dei personaggi del bel romanzo di Fattorino che sto leggendo. Niente mi trova più in sintonia di questa frase. Questo significa rifuggire il presente? Certo, l'ammirazione e la fascinazione che questi squarci d'eterno su pellicola esercitano su di me sono immense. Forse sì, vivo in un recinto pieno di battute brillanti da ricordare e citare alla bisogna; disseminato di primi piani, uno su tutti quello che immortala Ingrid Bergman e Cary Grant sulla terrazza in "Notorious" di Hitchcock, subito prima del bacio più audace del cinema di quell'epoca (era il 1946); cosparso di trame e intrighi, psicologia spicciola ma efficace per quel tempo (grazie Tennessee); riempito di esperienze sensoriali inaudite, vedi "Chi ha paura di Virginia Woolf?" o "Io ti salverò" o ancora "Baby Doll, la bambola viva" (AHHHH Carroll Baker), un mosaico che mi rappresenta e allo stesso tempo mi esclude dai sentieri del mondo. A volte ho l'impressione che le persone abbiano paura di me, a causa di queste straripanti passioni, che non sbaglieremmo a chiamare ossessioni (tanto per allacciarsi a Visconti). O forse sono io il vero problema, io che non accetto di condividere il rituale con nessuno, che prendo le cose per me e le custodisco, come il vecchio che tiene i soldi sotto al materasso rifiutandosi di investire il minimo centesimo. Parsimonia nel manifestarsi di fronte allo spettacolo della vita, o semplice egoismo da snob del cazzo che si crede qualcuno soltanto per aver visto un paio di film sconosciuti dell'uno quando non c'era nessuno? Devo ancora capirlo, ma temo il responso dell'inchiesta. Quando risolverò l'enigma allora forse quest'idolatria infantile, di cui a posteriori resta ben poco, cesserà. Fino a quel momento però decido di godermi l'inferno negli occhi di Bette Davis. "Lei non è un gentiluomo" "E lei non è una signora"Tralasciando i titoli di demerito: è un piacere sottile sapere di essere ancora la coscienza occulta di qualcuno. 21 Marzo 2008
Et pourtantMoi j'ai peur... Riflessi in uno specchio scuro 03 Marzo 2008
L'età dell'uomoLa ricerca perpetua mi è a dir poco insostenibile in questo periodo. Vorrei interrogare i morti o quantomeno leggere i loro resonconti sull'oltre per cingere la risoluzione dell'annoso problema, anche se la componente scetticista non si piega a una mera accettazione delle proposte. Se non vedo non credo, ma essendo la vista otturata dal velo di Maya, cosa possiamo dunque architettare per ovviare a questa mancanza di conoscenza? La scrittura ci può servire da supporto, ma i paradisi artificiali raddoppiano l'ammontare del dissenso. A tutt'oggi ho l'impressione che solo l'estasi d'amore riesca ad arginare l'alluvione del tempo che scorre, ergendosi, imperioso frangiflutti, contro il maremoto tra le cui correnti generatrici l'età dell'uomo s'innabissa. Perchè la caducità non è tarda a venire e prima o poi busserà alle nostre porte. E in quel preciso istante dovremo soppesare la portata delle nostre esistenze e saremo dannati perchè esse non risulteranno adeguate alle leggi dell'oltre. Io non possiedo il sapere di cosa avverà dopo la morte, intusico però che quello che ci è concesso vada perlustrato a fondo, di modo che le più esigue zone d'ombra passino sotto il dominio della ragione. Se la ragione è fallace come lo sono il cuore e i sensi cosa ci resta allora se non la disperata attesa dello spasmo finale e la pazzia partorita dal lento e inesorabile procedere verso la fine? 18 Febbraio 2008
AutunnoRicordo quando mi è stata strappata di dosso la vita, Il destino di Adele H.La visione odierna forse non ci voleva, non ci voleva per il semplice motivo che fanciullescamente me ne sono sentito coinvolto (non so nemmeno se torni la frase in italiano). Ho realizzato di vivere nel terrore che ciò che è capitato a Adele possa capitare anche a me, che quando quel momento fatidico arriverà le mie lettere verrano strappate, le mie parole non avranno più sostanza, che io non avrò più sostanza e che la mia esistenza attuale votata all'ideale effimero e spregiudicato di volere immobilizzare il setaccio del tempo, si basi su qualcosa che non può essere. Questa rincorsa disperata a cui mi sto aggrappando, io so che non può essere, tuttavia senza di essa non riesco a esistere. Se qualcuno mi estirpasse dal cervello e dal cuore (perchè in entrambi è avvenuto il contagio) l'idea di poter approdare un giorno a quel momento scintillante in funzione del quale sto vivendo, smetterei di esistere, come Adele che ha vissuto con l'intento di far collimare la sua vita passata con qualla futura, rincorrendo l'amore passato tentando di convertirlo in amore presente. L'infatilismo che trapela da queste parole sconnesse è palese e irrita persino colui che le scrive credetemi, ma io sento che questa sofferenza si protrarrà ancora, nonstante tutti gli esorcismi, le violenze, le repressioni cui mi sottopongo giornalmente, essa si protarrà ancora. A volte mi ascolto parlare di quello che ho vissuto, e il solo fatto di sentire gli aneddoti di quel periodo mi rasserena. Non vi accorgete che sotto a quei discorsi a quelle avventure romanzasche si nasconde un desiderio sovrumano? Non vi accorgete che anche quando le parole slittano altrove è sempre lì, in quel luogo che il mio pensiero indulge ad errare? Non vi accorgete che i miei silenzi sono vasti anche se durano il tempo di un respiro? Lo so che ve ne siete accorti quindi non rimproveratemi più del dovuto, senza di voi tutto sarebbe ancor più insormontabile. Il destino di Adele H. è stato di morire per amore, ma il nostro sarà diverso? | Trascende ogni mio controllo1. The widest prairies have electric fences (...) Electirc limits to OUR widest senses.
2. Oh, pensa Virginia, appena prima del tè, ecco la morte. 3. Fool, said my muse to me / Look in thy heart and write. 4. Non temere la vampa del sole / nè del furioso inverno le tempeste. 5. Que le jour recommence ou que le jour finisse / Sans que jamais Titus puisse voir Bérénice, / Sans que de tout le jour je puisse voir Titus. Aborro1. Ceux qui n'apprecient pas la beauté.
2. Ceux qui jettent l'amour n'importe où n'importe quand. 3. Moi qui ai jeté l'amour, honte à moi. 4. Ceux qui jouent un role pendant toute leur vie et qui ne savent pas que la vie n'est pas un plateau de théatre. 5. Everybody who does not think that life is not about nightingales. Sono sempre e soltanto connessioniForesta di simboli?Une Vague de revesLa musique adoucit les murs
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