Tag zeitgeist

21 Marzo 2008

Et pourtant

Moi j'ai peur...

Tags: zeitgeist

Riflessi in uno specchio scuro

 
Abbiamo provato che la rimozione è, in realtà, fine a se stessa.

Il prossimo tentativo, adesso, sarà ammansire la cosa senza nome, senza l'ausilio delle mitologie proprie a ciascuno di noi.

Attore: ho sempre creduto che ci fosse qualcosa di immortale nella recitazione. Nel sigaro fumato da Clint Eastwood c'è l'infinito,  nelle mani di Gloria Swanson è contenuto un vibrato ancestrale che permette a quegli arti di farsi e disfarsi, crollare e ascendere, fino a che tutta la scena non si riempia dei vortici che un tale spostamento d'aria necessariamente provoca. La vita è finita o finirà anche per loro. Ma rimaranno, forse, quei bagliori di cinema, anche se i loro artefici non potranno averne memoria; come se quei lampi perissero sulla superficie di uno specchio scuro, senza emettere poi nessun riflesso. Ma se è vero che la coscienza si azzera nel momento del trapasso, e nè l'aria si fa scatola preziosa per conservare il timbro della nostra voce e del nostro respiro, nè la terra si fregia delle nostre orme, nè l'acqua lascia ai flutti il nostro sperma, ma lo disperde per poi prosciugarlo e trasformarlo in precipitazione, nè il fuoco, che da buon purificatore non concede a nessuna traccia di perdurare, ci conserva, se nei quattro elementi fisici non esistiamo più, è vero allo stesso modo che l'opera d'arte ci ha dato la chiave dell'eternità. Allora da quello specchio scuro, per rifrazione, i bagliori di una vita torneranno a percuotere i battenti della civiltà, e anche se noi, a quel punto saremo già stati inghiottiti dall'ignoto, ci sarà qualcuno che potrà dire: "Sì, quest'uomo è stato mio amico" J-J Rousseau.

Dobbiamo trovare il coraggio di convertire l'idealizzazione in possibile svolta, fermo restando che anche l'anonimo può condurre un'esistenza pacifica e alla fine sia lui sia l'attore condivideranno il medesimo destino di tutti.

Nel frattempo: "Don't dream it...be it"

Tags: zeitgeist
 
15 Gennaio 2008

La maladie de la mort

Resoconto di tempi oscuri. Presa di coscienza dell'ineluttabile destino umano, il limite insito nella nostra elica cromosomica. E' un rantolo costante nella testa questo pensiero della fine, come se fossimo già moribondi e stessimo fingendo di stare bene, quando in verità la maladie de la mort già in noi è. Che fare? "Prendere la vita per quello che è, al fine prenderla, amarla per quello che è e poi metterla da parte" (Michael Cunningham Le Ore, Milano, Bompiani, 2002).

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